CAMPIDANO | Costa Verde – La mia Sardegna on the road | Quinta tappa 2016

Costa Verde- La mia Sardegna on the road Quinta tappa 2016
Sardegna

Dopo aver dormito poco e niente dentro la tenda a Portixeddu (ah! io e le mie idee!), sebbene fosse molto presto, ho riordinato tutto nel giro di una decina di minuti e son ripartita nel silenzio di una già calda mattina.


Alla destra del campeggio Ortus de Mari, imbocco la SP 105 senza errori, Capo Pecora chiude proprio la strada ed è ben segnalato. E’ l’ultimo tratto, a sud, di una delle zone costiere più incontaminate e più selvagge di tutta l’Isola: la Costa Verde. Oltrepasso il confine della provincia del Medio Campidano passando così in un battibaleno dalla sub regione del Sulcis Iglesiente a quella del Campidano di Sanluri, anche chiamata Monreale, e arrivo ben presto su una lingua di terra granitica che regala panorami ben diversi da quelli appena lasciati, nonostante la vicinanza.

Costa Verde- La mia Sardegna on the road Quinta tappa 2016
Attraversando il confine tra le due province e sub regioni

Le alte e aspre falesie di arenaria, a tratti scure a tratti chiare, che contraddistinguono la costa dell’iglesiente, si sgretolano in sabbia prima (S.Nicolò, Portixeddu) per poi trasformarsi in morbide forme di granito qui.

CAPO PECORA

Dal litorale e dal fondale roccioso, Capo Pecora ha specchi d’acqua verde smeraldo, gigli di mare che crescono testardi e una curiosa caletta, la spiaggia delle uova di dinosauro, che lascia a bocca aperta (sembrano uova di dinosauro senza scherzi!).

capo pecora
Capo Pecora

Quella mattina Capo Pecora introduce ciò che sarà l’intera giornata a zonzo per la Costa Verde: tranquilla, senza traffico, in silenzio, con poca gente e a contatto con una Natura ancora intatta.

Costa Verde- La mia Sardegna on the road Quinta tappa 2016
Capo Pecora al mattino

Dalla SP 105 torno indietro e imbocco la SP 83 direzione Arbus. E’ la strada panoramica che mi ha tolto il fiato fino a pochi chilometri prima con paesaggi di mare e rocce, e continua a togliermelo ora che i paesaggi, proseguendo verso Arbus, diventano ovattate montagne e verdi colline. Ancora curve e bei tornanti, una via intrigante e misteriosa, ancora silenzio, tranquillità, natura, e nessuna macchina ad incrociare il mio cammino. Ad oggi, è stata una delle più belle strade sulle quali abbia mai guidato!

Presto arriva il cartello che indica la mia destinazione: Ingurtosu prima e la Spiaggia di Piscinas poi.

Perchè ho scelto questa parte di Sardegna?

Per quello che trasmette, semplice. Ero già stata in Costa Verde tre anni fa, nella parte più a nord (Pistis e Torre dei Corsari) e volevo rispolverare quella sensazione di immensa pace che qui avevo provato.

INGURTOSU

Attraversare l’ex borgo minerario di Ingurtosu e tutta la vallata de Is Animas, tra gli scheletri di quella che fu una realtà industriale tra le più importanti d’Europa, è un insieme di forti emozioni che oscillano dalla malinconia del pensiero che tutto ora non è più come prima, allo stupore per la grandezza che fu.

ex borgo minerario di Ingurtosu
Ex borgo minerario di Ingurtosu

E’ un posto per gli amanti della storia, per chi non si stufa di ascoltare le testimonianze di chi in miniera ha lavorato e ha sofferto; è un luogo per chi vuole perdersi nel racconto di una parte fondamentale della storia sarda, per chi ama il silenzio e sa ascoltarlo attraverso i ruderi pian piano inghiottiti dalla natura. E’ un posto per chi non ha fretta e per chi si lascia fluttuare nell’assenza del tempo.

Pozzi abbandonati, colline di scarti, l’elegante architettura della laveria ormai distrutta, le rovine delle abitazioni degli operai, qualche muro ancora in piedi dei magazzini, un villaggio fantasma. Eppure, oltre ai cervi, una decina di abitanti è ancora presente, proprio sotto il Castello, ossia l’imponente Palazzo della Direzione perfettamente conservato, dalla bellissima facciata in pieno stile bavarese.

ex borgo minerario di Ingurtosu
Lungo la vallata de Is Animas

Quella che sembra una strada sterrata infinita in mezzo alla natura più selvaggia, diventa ben presto l’ingresso in un ambiente naturale pazzesco: il dorato mondo della Spiaggia di Piscinas.

SPIAGGIA DI PISCINAS

Tra le altissime dune ambrate (superano i cinquanta metri d’altezza e si estendono per circa due chilometri nell’entroterra) mi pare di addentrarmi nuovamente nel deserto del Sahara. Se non fosse per i cespugli della macchia mediterranea che le colorano di verde qui e la ed un meraviglioso mare cristallino che le interrompe. Un centinaio di cartelli indicano il divieto di transito sulle montagne di sabbia dorata, un po’ mi dispiace ma sono vive, continuamente modellate dal maestrale, e bisogna averne massima cura.

la spiaggia di piscinas
La spiaggia di Piscinas e le sue dune ambrate

Sulla spiaggia chilometrica, uno spazio, anche se contenuto, è conquistato da qualcosa che non mi convince…è il Rio Irvi, un fiumiciattolo rossastro che arriva dalle vecchie miniere (ferme da vent’anni!) portando con sè i reflui velenosi. E’ impensabile che tanta bellezza incontaminata sia stata violata nell’indifferenza totale! O meglio, è inaccettabile che siano stati vani tutti i tentativi di contenimento di un dramma naturalistico sotto gli occhi di tutti!

il Rio Irvi
Il Rio Irvi colora la spiaggia di rosso

Fortunatamente il mare conserva un colore puro, il celeste. Raramente placido, come ho invece avuto la fortuna di beccarlo io, l’acqua è già alta in riva e bisogna far attenzione quando il vento decide di soffiare. Cristallino, conserva nei suoi fondali sabbiosi, ricchi di fauna, il relitto di un vascello che trasportava, ormai duecento anni fa, un carico di pani di piombo. Tra lo snorkeling ed una nuotata, ci si perde nell’immensità del silenzio che l’arenile riesce a regalare. E’ talmente lungo e largo che concede una visita intima e riservata sia a turisti che a residenti, senza far mancare i servizi basilari (bar, sdraio, ombrelloni, bagni, parcheggio e c’è pure un hotel&ristorante nell’edificio che ospitò la colonia per i figli dei minatori).

Costa Verde
Il divertimento dei bambini nella spiaggia di Piscinas

Una magnifica giornata, una nuova straordinaria parte di Sardegna mi ha riempito gli occhi, la mente, l’anima.

E’ ora di continuare la risalita dell’Isola, l’ultima tappa mi attende…in provincia di Oristano. AJO’!

to be continued… (clicca qui per scoprire l’ultima tappa!)

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *