GALLURA | Trekking sul Monte Limbara in ogni stagione

Trekking sul Monte Limbara in primavera
Trekking in Sardegna

Dal mio articolo pubblicato sul Delphina Journal – edizione 2023

II Limbara è l’unica vera montagna del Nord Sardegna e il trekking sul Monte Limbara regala uno spettacolo storico, geologico, botanico e faunistico mai banale in ogni stagione. Imponente e suggestivo, segna i confini tra la Gallura e il Logudoro e invita alla sua lenta scoperta grandi e piccoli, esperti e meno esperti lungo la fitta rete di sentieri che attraversa paesaggi dalle forme geometriche irregolari, dentro un caos di bellezze che svettano nel cielo tra foreste di conifere, pinnacoli di roccia e corsi d’acqua che scorrono copiosi rendendo la montagna gallurese mutevole come il granito stesso che la caratterizza.

Il Monte Limbara si divide tra i comuni di Tempio Pausania, Calangianus, Oschiri e Berchidda e, con i suoi 1.362 metri di altitudine, è il terzo rilievi montuoso più alto della Sardegna dopo il massiccio del Gennargentu, con i 1.834 m di Punta La Marmora e il Supramonte di Oliena, con i 1.463 m di Punta Corrasi. Arriva sul podio con la scenografica Punta Sa Berrìtta, nota anche come Rocca Manna Supràppare, caratterizzata da un parallelepipedo di roccia posto in incredibile equilibrio su una stretta cima, il cui pregio ambientale l’ha portata ad essere riconosciuta, insieme al maestoso e raro arco di granito posto poco al di sotto, monumento naturale regionale, raggiungibile attraverso i sentieri panoramici sulla zona sommitale del massiccio, tutti segnalati e percorribili sia a piedi che in mountain bike.

Trekking sul Monte Limbara in primavera
Monumento naturale dell’Arco e Punta Sa Berritta – Suprappare

Punta Bandèra, punta Balistréri e punta Giugantìnu completano il quadro delle cime più alte del Limbara da dove lo sguardo correrà sulle fertili pianure del Logudoro, sulle bianche montagne della Baronia e sull’intera Gallura: dai monti di Aggius al pianoro di Tempio Pausania, da Santa Teresa Gallura con Capo Testa ad Olbia con Tavolara davanti, dalla Costa Smeralda all’Arcipelago di La Maddalena fino alle imponenti candide falesie corse di Bonifacio e di Capo Pertusato nelle giornate più limpide.

Se i paesaggi sconfinati sono i protagonisti della nuda zona cacuminale caratterizzata dalla spericolata coreografia di enormi inselberg, spavalde guglie e sculture naturali, davanti alle quali la fantasia si diverte ad individuare curiose sagome zoomorfe e antropomorfe, fitte foreste di conifere alternate a rigogliose sugherete sono il richiamo, a quote medie, per residenti e turisti alla ricerca di fresco durante le stagioni calde e di suggestivi scatti innevati in inverno.

Trekking sul Monte Limbara in primavera
Su Punta Giugantìnu

Sulle verdi pendici del Limbara si può scegliere tra un pic nic sotto le grandi sequoie californiane di Vallicciola, un bagno nelle piscine naturali che si formano lungo il corso del Rio Pisciaroni, note anche come “Li Pischini di Curadoreddu” tra massi granitici levigati ed arrotondati, una sosta accanto alla piccola chiesa campestre della Madonna delle Neve avvolta dai profumi di erica, corbezzolo e fillirea oppure prenotare una visita al “Centro di ripopolamento mufloni e fauna selvatica” nel bosco di Curadureddu che ospita anche il “Museo di arte ambientale del Parco del Limbara”, per conoscere da vicino l’animale più rappresentativo degli ambienti montani dell’Isola, il muflone sardo, specie autoctona della Sardegna e della Corsica, una volta a rischio estinzione ma ora in netta ripresa numerica grazie al progetto di reintroduzione della specie nell’areale storico del Monte Limbara.

Così come il muflone, anche il daino, estinto alla fine degli anni ’60 a causa di un’eccessiva pressione venatoria e del bracconaggio, è stato reintrodotto sulla montagna gallurese ed è oggi possibile intravedere qualche esemplare, ben riconoscibile dalla parte dorsale pomellata di bianco, tra i boschi attraversati dai 90 km di sentieri curati dall’agenzia Forestas dove un occhio attento riconoscerà anche i pregiati endemismi floreali che colorano l’argento colato dalle vette ai pendii alle valli, come il rovo del Limbara, una delle piante più rare al mondo, l’elegante zafferanetto, lo sparviere, il cui nome deriva dal nome greco del rapace che pare si cibi della pianta per ottenere la sua celebre acutissima vista, e la graziosa viola del Limbara.

Trekking sul Monte Limbara in inverno
Nel Centro di ripopolamento mufloni e fauna selvatica

I bizzarri giochi del granito, la rigogliosa flora e la fauna guardinga si legano alla millenaria storia dell’uomo che nella grande montagna selvaggia del nord Sardegna, in tempi remoti, ha trovato riparo mentre oggi scopre nuove emozioni, caotiche e inafferrabili proprio come il Limbara stesso.

Trekking sul Monte Limbara in primavera

Percorribile per gran parte dell’anno, a parte quando nevica, quello che ti consiglio è un panoramico trekking ad anello del Monte Limbara (12 km, 360 metri di dislivello in salita, di facile percorribilità), tra fitti boschi di conifere e paesaggi su granito argentato che permette di toccare le vette più alte della Gallura, Punta Balistreri e Punta Giogantinu e di visitare il Monumento Naturale Arco e Punta Sa Berritta – Suprappare, immersi dentro sconfinati panorami per tutta la durata dell’escursione.

Trekking sul Monte Limbara in primavera
Sentirsi piccoli sotto il Monumento Naturale Arco e Punta Sa Berritta – Suprappare

Di gran lunga l’escursione sul Monte Limbara che preferisco, che ho percorso infinite volte e che conosco a memoria, ecco la mia traccia GPS da scaricare. Se parti da Vallicciola (1.050 m slm) segui le indicazioni del sentiero A per l’Oltu di Li Pomi (995 m slm) e poi per Punta Bandera, una volta su segui il sentiero B che ti riporta a Vallicciola passando per le altre punte.

Ad accompagnare i passi sulle cime più alte della Gallura in veste primaverile i colori dei fiori colorati e i candidi rimasugli di neve, la melodia dell’acqua che scorre copiosa, i paesaggi mozzafiato, l’orizzonte intervallato da torri di granito argentato, il fresco dei boschi silenziosi e il caldo del sole d’aprile, il mare blu all’orizzonte, la bellezza della Gallura da una parte e del Logudoro dall’altra, la soddisfazione di toccare con mano le punte del Limbara arrampicandosi senza paura.

Vai a vedere con i tuoi occhi quello che nessuna foto mai potrà immortalare: la grande bellezza del Monte Limbara.

Trekking sul Monte Limbara in inverno

Da Li Pischini di Curadoreddu alla Cascate di Caldicciosu, un’escursione facile per meravigliarsi davanti ad impetuose cascate dentro un fiabesco paesaggio innevato. Percorribile in ogni stagione ma è durante l’inverno che questo trekking da il meglio di sè.

Trekking sul Monte Limbara in inverno

Ad accompagnare i passi, lo scorrere impetuoso dell’acqua. A meravigliare lo spirito bambino, la neve che segna la scalata dell’altitudine. A riempire gli occhi di grazia selvaggia, i mufloni diffidenti ad ogni età. A guidare una giornata sul Monte Limbara, la sua bellezza granitica che si scopre piano piano, timida, pudibonda.

Fra gli highlight di questa non troppo facile scarpinata abbiamo:

  • Li Pischini di Curadoreddu
  • Fossu di Lu Pisciaroni
  • Cascate di Caldicciosu

Segui la mia traccia.

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Qui un piccolo spoiler!

Trekking sul Monte Limbara in autunno

Se in primavera e inverno ci muoviamo su sentieri familiari, anche se mai facilissimi, l’autunno è la stagione perfetta per sfidare il volto più austero e introspettivo della montagna. Mentre la maggior parte dei visitatori sale dai comodi versanti galluresi, esiste un Limbara “segreto” che guarda verso il Monteacuto: è il Limbara di Berchidda (corrispondente al Sentiero C della rete ufficiale).

È un percorso per chi non teme la fatica e cerca il silenzio. Qui la macchia mediterranea si fa fitta, quasi a voler nascondere i passaggi, finché non si sale di quota e il granito prende il sopravvento. Camminerai tra ericeti selvaggi e rocce nude che sembrano sculture vive, ognuna con un nome e una storia che solo la montagna conosce.

Trekking sul Monte Limbara in primavera
Tra le cime del Monte Limbara

L’ascesa è impegnativa, ma la ricompensa è un panorama che ti toglie il fiato, interrotto solo, quasi con prepotenza, dalle sagome delle antenne in vetta. Eppure, una volta tornato a valle, non potrai fare a meno di voltarti indietro: riconoscerai il profilo di quelle vette come quello di un vecchio amico che lasci con un pizzico di nostalgia.

Info tecnica: Per questo itinerario non useremo una mia traccia, ma quella ufficiale di chi ha mappato e studiato questo sentiero nel dettaglio. Prepara gli scarponi, perché qui il Limbara non fa sconti.

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Trekking sul Monte Limbara in estate: tra cascate, jazz e sequoie giganti

Chi l’ha detto che l’estate in Gallura è solo mare? Quando le spiagge diventano troppo affollate, il trekking sul Monte Limbara si trasforma nella via di fuga perfetta, unendo il fascino della montagna alla freschezza dell’acqua.

Il fresco del Riu Pisciaroni: un tuffo in montagna

L’itinerario del Riu Pisciaroni (6 km a/r) è un’esperienza sensoriale: si risale il corso del fiume tra gole di granito e fitte leccete che regalano un’ombra preziosa. Il percorso tocca il suo apice a La Pischina, dove il fiume crea vasche naturali e piccole cascate (alte fino a 7-8 metri) ideali per un bagno rigenerante.

Occhi aperti! Nei laghetti più alti potreste avvistare l’Euprotto sardo, un rarissimo anfibio endemico che vive solo nelle acque più pure dell’isola.

Trekking sul Monte Limbara in inverno

Percorso: La Pischina 575 m – Curadureddu – bivio Caldicciosu/ Lu Scuponi 710 m – bivio variante dentro la gola 947 m – trivio Lu Scuponi 980 m – Lu Coddu di Abbafritta 955 m – bivio Caldicciosu/ Lu Scuponi 710 m – La Pischina

Variante (solo per esperti): bivio variante 947 m – gola – bivio Caldicciosu / Lu Scuponi 710 m

Sul sentiero del Pisciaroni la traccia è a tratti poco segnata. Seguite gli omini di pietra e, se non vi sentite sicuri, godetevi semplicemente il relax ai primi laghetti vicino a La Pischina: il ristoro è garantito!

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Vallicciola e il respiro della foresta

Per chi cerca un relax meno croccante, la meta è Vallicciola (1056 m). È il cuore verde del massiccio, famoso per il suo arboreto storico dove svettano le maestose Sequoie giganti piantate negli anni ’30. È il luogo ideale per un pic-nic all’ombra, con sorgenti d’acqua freschissima e un’atmosfera che ricorda i parchi californiani nel cuore della Sardegna.

Trekking sul Monte Limbara in primavera
Sotto le sequoie di Vallicciola sul Monte Limbara

Note di granito: Time in Jazz

Se programmate il vostro trekking intorno a Ferragosto, potreste imbattervi nella magia di Time in Jazz. Dal 1988, i pinnacoli di granito di Berchidda e le vallate del Limbara diventano una cassa di risonanza naturale per i concerti diretti da Paolo Fresu. Sentire il suono di una tromba che rimbalza sulle pareti rocciose mentre il sole tramonta è un’emozione che, da sola, vale il viaggio.

Trekking sul Monte Limbara in primavera

Che tu scelga di sfidare il gelo dell’inverno tra le cascate ghiacciate, di perderti nel silenzio austero del versante di Berchidda in autunno, di cercare il fresco delle sequoie in estate o di farti guidare da me tra i profumi della primavera, una cosa è certa: questa montagna non smette mai di stupire. Dalle vette granitiche che sembrano guardiani di pietra fino ai sentieri nascosti nel fitto del bosco, il Limbara è puro spettacolo in ogni stagione!

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