BARONIE | La bellezza salverà il mondo: alla scoperta del MAC, il Museo d’Arte Contemporanea di Lula

Museo d'Arte Contemporanea di Lula
Sardegna

C’è una frase di Fëdor Dostoevskij, tratta dal romanzo L’Idiota, che amo citare spesso e in cui credo profondamente: “La bellezza salverà il mondo”. Ma quale bellezza? Non quella effimera delle apparenze, ma quella che si manifesta come bene comune, come atto di coraggio e condivisione.

Dal 29 luglio 2022, in Sardegna, questa frase ha trovato una nuova casa.

Dal 29 luglio 2022 in Sardegna c’è un nuovo museo di arte contemporanea, è il MAC di Lula, piccolo comune della provincia di Nuoro, ai piedi del Montalbo, imponente protagonista del museo stesso nato dal sogno di una coppia di collezionisti, Domenico Fumagalli e Mariolina Mannia, che hanno avuto la lungimiranza di credere nel potere della condivisione della bellezza, dell’arte e della cultura per salvare questo ormai strano mondo.


Il sogno di Domenico e Mariolina: l’arte oltre la comfort zone

Perché condividere la loro arte con la piccola comunità e le sue zone rurali, lontano dai grandi centri urbani dove, probabilmente, un museo avrebbe più risalto, vi starete chiedendo.

Perchè Domenico e Mariolina sono due persone dal cuore immenso, due anime generose, di quelle che stanno diventando rare, una coppia che conosce perfettamente quel sentimento di amore puro per il proprio luogo di nascita e quel legame forte con la propria terra, due pazzi (come si è definita lei stessa durante l’inaugurazione del 29 luglio), due sognatori che frugano nei cassetti e tirano fuori i sogni e li rendono reali lavorando con pazienza, costanza e dedizione.

Museo d'Arte Contemporanea di Lula
Domenico Fumagalli all’inaugurazione del MAC di Lula il 29 luglio 2022

E, soprattutto, perché sono due persone che sono riuscite a vedere e ad andare oltre alla comfort zone punteggiata di luoghi comuni, avviando un progetto in un luogo, a prima vista, non idoneo ad ospitare una forma d’arte come quella contemporanea e incompatibile con una realtà agropastorale e contadina come quella di Lula.

Invece è proprio lo scambio tra realtà opposte e il contrasto tra due mondi apparentemente differenti a rendere il MAC Lula il luogo giusto nel posto giusto al momento giusto.

inaugurazione del MAC di Lula
Mariolina Mannia all’inaugurazione del MAC di Lula il 29 luglio 2022

Un museo diffuso tra le case del borgo

Il progetto architettonico, affidato all’architetto padovano Luca Zecchin dopo un concorso di idee internazionale, è un esempio di come il moderno possa rispettare l’antico. Il museo è infatti una struttura “diffusa”: quattro edifici storici nel cuore del paese sono stati ristrutturati mantenendo intatti i connotati territoriali ma aprendosi a un respiro internazionale.

Tutto è partito da una casetta nella piazza principale, famosa per un imponente murale del 1981 di Francesco Del Casino (il maestro che ha reso celebre Orgosolo). Invece di venderla, Domenico e Mariolina hanno deciso di trasformarla nel seme di questo polo culturale.

Lula
Scorci di Lula

La collezione: da Yoko Ono a Pinuccio Sciola

Varcare la soglia del MAC Lula significa trovarsi davanti a una collezione di ambizione mondiale. Tra le pareti di queste antiche case ai confini con la Barbagia convivono opere di artisti sardi, italiani e internazionali di diverse generazioni:

  • Grandi nomi internazionali: Come Gianfranco Baruchello, Alberto Burri, Mario Giacomelli e addirittura Yoko Ono.
  • L’anima sarda: Con le pietre sonore di Pinuccio Sciola, i lavori di Vincenzo Satta e le visioni di Silvia Argiolas.
  • Contemporaneità: Con installazioni e tele di Arcangelo Sassolino, Claudio Olivieri e molti altri.

Vedere un’opera di Alberto Burri o un’installazione di Arcangelo Sassolino a pochi passi dai pascoli del Montalbo è uno shock estetico che ti riconnette con il significato profondo di “cultura”.

Tra le sale del Museo d'Arte Contemporanea di Lula
Tra le sale del Museo d’Arte Contemporanea di Lula

Perché visitare Lula (oltre al MAC)

Lula non è solo arte contemporanea. Visitare questo centro a quaranta chilometri da Nuoro significa immergersi in un territorio selvaggio e spettacolare:

  1. Il Montalbo: Una catena calcarea che è paradiso per i trekker. Tra le sue vette nidificano le aquile reali e vivono i mufloni. La mia montagna del cuore.
  2. Storia Mineraria: Lula è famosa per la miniera di Sos Enattos, oggi candidata a ospitare l’Einstein Telescope, un progetto scientifico di portata mondiale.
  3. Tradizioni Culinarie: Non potete andare via senza aver assaggiato i piatti della Barbagia, che conservano il sapore genuino della terra e del tempo che scorre ma non cambia gusto.
Tra le sale del Museo d'Arte Contemporanea di Lula
Dalla terrazza del MAC, Lula al cospetto del Montalbo al tramonto

La cultura come unica arma contro il declino

In un’epoca in cui spesso prevale il disinteresse e l’abbandono, il MAC Lula ci ricorda che la cultura è l’unica vera arma contro il declino della società. La bellezza non è una forma perfetta e intatta, ma è la “bontà che custodisce la propria perseverante giustizia“, come scriveva Dostoevskij.

Il MAC Lula punta a creare una rete con le altre istituzioni del territorio, come il MAN di Nuoro, per favorire un riscatto sociale che parta dal cuore della Sardegna.

E a noi, viaggiatori curiosi, non resta che chiederci: la bellezza del MAC Lula salverà il mondo? Forse non tutto il mondo in una volta, ma sicuramente regala una nuova speranza a chiunque decida di inerpicarsi sulle pendici del Montalbo per scoprirlo.

Tra le sale del Museo d'Arte Contemporanea di Lula
L’inaugurazione del Museo d’Arte Contemporanea di Lula

Info Pratiche per la visita:

  • Dove si trova: Lula (NU), centro storico.
  • Cosa portare: Scarpe comode per passeggiare tra gli edifici del museo diffuso e una macchina fotografica.
  • Abbinamento consigliato: Una visita al MAC si sposa perfettamente con un’escursione sul Montalbo o un trekking mozzafiato sul vicino Monte Tuttavista di Galtellì (il borgo di Grazia Deledda) quindi anche se siete vestiti sportivi non importa.

E voi, cosa ne pensate? Può l’arte contemporanea cambiare il destino di un piccolo borgo rurale? Raccontatemelo nei commenti!

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